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American dad casino normale music

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Me la ricordo ancora: Un vero e proprio classico che ci ritroveremo con molta probabilità in tivvi anche nel e a cui assisteranno anche i nostri nipoti,con buona pace delle winx e chissà quale altra roba. Certo che no,non poteva. Alcuni decisamente riusciti,altri decisamente da buttare. Altri realizzati dai fan. O perchè troppo belli. O perchè troppo ma veramente troppo ma troppo brutti. E questo Dragon Ball Gt: Final Bout non fà eccezione. Questi erano i più grandi meriti di questo titolo,perchè forse a giudicare quanto la resa grafica del titolo abbia infiammato le nostre cornee costringendoci a ripetute visite oculistiche,la scelta di realizzare il titolo in Treddi non era forse la più felice.

Altro giro,altro picchiaduro. E di fatto non ci sarebbe nulla di male,non fosse che comandare i vostri personaggi equivaleva al tentativo di domare un cavallo imbizzarrito. Dragon Ball Legends è questo. E se scoprite come diavolo si attiva il tag team fra i due personaggi e capite qualcosa su come ci si gioca avvisateci. Bid For Power non è un gioco. Bid for Power è una religione. Ma prima di questo chiariamoci. La mia saga preferita. Anno di grazia Essi,atipica,perchè sebbene anche la saga Tenkaichi in fin dei conti parli di quattro tizi usciti da un anime che si vogliono mazzulare sino alla morte ,e anche vero che si differenzia da molti altri titoli.

In primis per la visuale: Poi lascia stare che a tratti il gameplay non è proprio il massimo e lascia stare che in due a causa dello split screen risulta un pochetto ingiocabile. Ben due sequel. Tra i due consiglio,se memoria non mi inganna sopratutto il secondo ,che rispetto al primo aggiunge un casino di roba tipo Trasformazioni e fusioni ingame,team tag,una grafica più piacevole e il fottuto story mode più galvanizzante che un fan di dragonball abbia mai visto da sempre che ci segue tutte le vicende di Dragon Ball Z,di una miriade di Oav e finisce giusto giusto allo scontro finale con Li shenron.

No davvero,insomma bella roba ma fate voi,tanto grossomodo è uguale. Un pochetto prima che Namco Bandai partorisse IL gioco di dragon ball ,eravamo grossomodo tutti qui. A mazzularci di mazzate nel primo picchiaduro di dragon ball decente da che uomo abbia memoria. Una mossa,azzeccata dicevamo,decisamente,azzeccata,tanto che riusciva in parte la pochezza del gameplay di base del titolo. E vabbè pazienza incidente di percorso.

Per fortuna i diretti sequel ci mettono una pezza. Budokai 2 ci regala la saga di Majin Bu e due orrende fusioni inventate come quella fra Tensin e Yamcha di cui avremmo fatto volentieri a meno. Siamo solo io e lui, uno in giacca e cravatta e l'altro nel suo saio. Alle mie spalle le voci di sei ragazze nella taverne, una che insegna alle altre i numeri in italiano. Entro in albergo. Come ad Amsterdam, le cose più belle e toccanti e vere anche nei loro tratti di più spudorata falsità si trovano poco a lato della luce dei riflettori; a dieci metri dalla Rambla, dai mimi, dai suonatori di strada, dai banchi che vendono usignoli e pappagalli, ecco la Boquera, il mercato di frutta, verdura, pesce, formaggi, uova e prosciutto.

Mattone dopo mattone A me pare fantastico che dal e spiccioli, centinaia di migliaia di persone paghino un obolo destinato alla costruzione di una cattedrale, nella speranza che questa non venga completata mai. Atlanta F. Il luogo dove vorremmo invecchiare, sul serio. Dentro ci sono tre donne, in vestaglia e ciabatte, di età certamente non inferiore ai settantacinque anni, che giocano ad una specie di gioco. I due tavoli a fianco sono occupati dai giocatori di domino e da coloro che assistono alla partita, e ognuno di essi è un personaggio che meriterebbe un racconto di Soriano: I bocadillos sono caldi e la birra è fredda, ed è la cena più buona da tanto tempo a questa parte quanto abbiamo pagato?

Peraltro, le ragazze inglesi sono molto più belle al mare che non in città, dovesse interessare come informazione. Melting Pot La colonia, dicevo. In realtà, le colonie. La Deutsche Baeckerai. Un cartello che pubblicizza Doctor-Arzt. La Nederlandse qualcosa. Il chiosco appena fuori dalla nostra villa è gestito da croati che si offendono se ti fermi alla prima weissbier. In lontananza, la pagoda di un ristorante cinese. Porto i bambini a giocare Uno arriva al Palacio Real, che al suo fianco ha la cattedrale di Santa Almudena, e si aspetta di trovare poliziotti e militari assortiti, a difesa di quelli che vengono chiamati "obiettivi sensibili".

Mi piace l'idea che Juan. Carlos, ogni tanto, faccia due passi fuori casa e si diverta con i suoi piccoli sudditi. I padroni di casa Ricordo che anni fa era tutto un fiorire di articoli, servizi tv, dotte analisi sociologiche che prendevano in esame la cosiddetta Movida madrilena. Di giorno, si trovano quasi solo turisti - cartina e bottiglia d'acqua in mano, ci vuole poco a riconoscerli. Ma dalle otto di sera in poi, arrivano i padroni di casa. Quelli che qui ci vivono, e sembra che ci vivano sul serio: Madrid non mi sembra sconosciuta ed estranea ai madrileni come troppe volte mi sembra essere Milano e, ultimamente, anche Roma.

Ma certo, sono qui a passare tre ore libe-. Se non altro per farsi prendere da una neanche troppo sottile angoscia, fermi in mezzo ad una delle quattro o cinque sale che raccolgono le Pituras Negras di Goya. Ci vogliono giusto cinque minuti per capire che gran parte dell'arte del Novecento - Picasso, Munch e i Nirvana, per dire - non è altro che una ripetizione spacciata per straordinaria novità. Francisco ha spiegato tutto centocinquantanni prima di voi. Il panino che viene spacciato per snack al pomeriggio e per cena alla sera, composto dalla stessa sostanza usata dai dentisti per prendere l'impronta del palato e che, infatti, ottiene lo stesso risultato finale, una volta inserito in bocca.

E il fatto che, sul volo di ritorno, alla richiesta di un quotidiano si viene posti di fronte ad una scelta che fa tremare le vene e i polsi anche dei più temerari: Come in un film Non so se un aereo è il compendio o la negazione di un trattato di sociologia. La mamma, il manager, la bimba piccola dagli occhi verde acqua, il neopensionato, la tredicenne bella da togliere il fiato vent'anni fa avrebbe potuto guardarti, ora sei trasparente o, al più, le fai la stessa impressione di un triceratopo , il padre tenero, l'adolescente stufa, la nonna in gita, la Catherine Willows in sedicesimo.

Mi chiedo perché andiamo al cinema, se basta entrare a Linate per trovare tante storie quante in un film di Altman. Il cinema costa meno? Beh, è per quello che esistono i low-cost. Tre bambini Ne sento fare il nome dall'altoparlante. Arrivano pochi minuti dopo, scortati da una hostess che li fa sedere alle spalle del banco del check-in. Quando salgo sul bus li perdo di vista, mi chiedo dove sono finiti, se stanno partendo o tornando a casa, che lingua parlano, se hanno un po' paura. Li rivedo passarci davanti, camminare veloci sull'asfalto, la bimba tenuta per mano dalla hostess - surrogato in divisa della mamma - i due maschi con i loro zaini pieni di chissache.

Tra due ore ci sarà un adulto ad abbracciarli, e per loro questa diventerà una gita da raccontare a scuola. Madrid, Deutschland Al momento sono in periferia, zona Avenida de America. Per tornare in albergo dopo il primo appuntamento mi sono fatto una passeggiata. Le case costano un terzo rispetto a Milano. Devo discuterne in famiglia. Fiat lux D'accordo, produrre energia costa. Bisogna stare attenti a non sprecare, soprattutto quando si usano fonti non rinnovabili.

Ma lo spettacolo dei palazzi di Calle de Alcalà, della cattedrale di Nuestra Senora de Almudena costruita dove iniziava la Madrid mussulmana, per inciso e del Palacio Real illuminati quasi a giorno è una cosa da far piangere per la contentezza. Penso a Milano, e mi viene da piangere per altri motivi non ultimo, il fatto che il mio informatore di fiducia mi fa sapere che la Moratti va in onda a reti unificate, Rai3 e Telelombardia. Questa è casa mia Credo di averlo già scritto l'anno scorso, ma vale la pena ripeterlo. La cosa più straordinaria di questa città.

Madrileni di tutte le età, giovani, bambini, anziani - gli stessi che durante il pomeriggio giocano a bocce nel parco di Atene alle spalle della cattedrale. Ho l'impressione di assistere ad un circolo virtuoso, una città viva che fornisce ai suoi abitanti tanti buoni motivi per uscire di casa, e che da questi a sua volta riceve - appunto vita, che poi rimette in circolo.

E ripenso a Milano, eccetera. Cultura Io mi rendo conto che il rischio è quello, ogni volta, di vedere e presentare l'erba del vicino come più verde rispetto alla propria. Il bicchiere mezzo pieno Sarà, non so, la settima o ottava volta che vengo a Madrid. E mai che mi ricordi che la città si trova a seicentocinquanta metri di altezza mi dicono che sia la più alta capitale europea: Certo, Madrid è grande, e ci sono mille altri palazzi e musei e locali per i quali non ho ancora messo la tacca sulla Moleskine.

Ma oggi è giornata da stare a prendere il sole in Plaza Mayor, senza far altro che guardare la gente che passa, ascoltare la fisarmonica di un ometto al quale darai un euro tra qualche minuto e leggere la biografia di De Andrè. Poi, tra un po', si riprenderà la metropolitana per Barajas, un altro checkin, un altro aereo, business as usual. Si nasce incendiari, si muore pompieri. Pellegrinaggio Il Paseo de la Castellana è un vialone immenso, largo più o meno come il Po di questi tempi di secca: Percorrendolo verso nord, circa a metà si trova il Bernabeu.

Come se San Siro si trovasse in Piazzale Loreto, grosso modo. Ma il Bernabeu, gente. In cima al terzo anello sud, a cinquanta metri di altezza, si vede il campo in modo magnifico. Non ci si crede che in questo posto riescano a sedersi sedersi ottantamila persone; eppure. Il verde del prato è quello di un prato inglese in primavera, quello di Wim-. La sala dei trofei non è una sala: La tribuna VIP ha delle poltrone che neanche nella business class della Emirates; e lo stesso dicasi, ci crediate o no, per le due panchine. Le panchine, diosanto.

Probabilmente quelle quattro persone cor-. Ma in qualunque caso, essa impedisce - almeno per qualche ora al giorno, e a quanto pare anche fuori dalle mura della scuola - la gara al vestito più costoso, scomodo e stronzo: La gente ci va per prendere il treno, per andare ad accogliere parenti e amici; ma ci va, sembra, anche per stare nel luogo stesso, senza altri motivi se non quello di goderselo, di godersi il giardino di palme e piante esotiche che sta al piano terra, le tartarughe, le ninfee e gli uccellini, i bar e i ristoranti. Ai binari delle partenze si accede pas-. Atocha continua ad essere un bel posto. Cosa fare a Madrid quando sei sazio Ho finito di pranzare alle quattro-meno-un-quarto.

Che rende il senso, ma fino a un certo punto. Arrivo Mentre passiamo sopra le mesas di Tarragona ho tra le mani un libro di Riszard Kapuscinski; sulle pagine leggo le descrizioni della lussureggiante natura africana - le foreste del Congo, le spiagge del Dahomey buon Dio, il Dahomey: L'aereo scende verso Barajas, e più si avvicina meglio si vedono le au-. Percorriamo la pista, il tetto del terminal ricorda la parte superiore della bocca dei Rolling Stones, in lontananza si vedono quattro enormi grattacieli schizzare verso l'alto emergendo dalla terra piatta dell'altipiano. Chiudo il libro. L'intruso Sono entrato nella camera di albergo assegnatami dal gentile e simpatico Cristiano.

Ostentando calma olimpica ho detto "I'm sorry" e sono andato a farmi cambiare la camera. Questo pomeriggio mi sono fermato davanti alle vetrine di Mundimusica, in Calle de Santiago. E la cosa fantastica non era la parata di strumenti, ma questo signore sulla cinquantina abbondante, alto, con un grembiule azzurro e gli occhiali e non so quale aggeggio in mano, impegnato a riparare un trombone - lo faceva.

Un cartello dice che quel negozio è stato nominato "artigiano tradizionale di Madrid", ed è bello pensare che ne esistano ancora ed è triste pensare che, probabilmente, ne rimangono troppo pochi. Senza fare una piega Non so se come contrappasso alla scena boccaccesca del pomeriggio, questa è la prima volta che faccio veramente attenzione agli straordinari negozi di arte sacra che si trovano nei dintorni di Plaza Mayor: Stracolma di viaggiatori, ma soprattutto di espositori e visitatori della fiera - oggi ce n'è una grossa di turismo.

Dieta irlandese Ho bisogno di fare un po' di dieta, lo so. Ma non quella alla quale mi ha obbligato Mr. Qualcuno lo definisce "pranzo meraviglioso" - e questo la dice lunga sulla sua salute mentale. Invidie Avevo visto Valencia per la prima volta meno di due mesi fa, in un sabato terso e caldo. Non c'era moltissima gente per la strada, forse intimorita dall'estate spa-. Oggi, invece, è giornata lavorativa, anche se dall'aereo si potevano vedere una gran quantità di barche a vela di ogni dimensione approfittare del vento che ha chiaramente confuso il pilota.

Acqua santa La cattedrale di Valencia ha due particolarità che ne rendono meritevole la visita: Questo è l'unico organismo giuridi-. La decisione è insindacabile, e il fatto che nessuno abbia ancora messo in scena una rivolta mi pare il segno inequivocabile della autorevolezza di questo tribunale. Nessun Taormina, nessun Guzzanti, nessun Castelli. Beati loro. Ah, dimenticavo. Sarà per la prossima volta. Appuntamento alle quattro del pomeriggio con la responsabile marketing di una delle più grandi catene europee di cliniche per il trattamento degli inestetismi in altre parole, un depilamentificio di proporzioni gigantesche. Le simpatiche signorine della reception non.

Vengo avvicinato da una donna in camice verde, bruttissima copia della dottoressa Lewis di buona memoria. Mi chiede se sono io il suo prossimo paziente, scuoto la testa e le dico di no, ma non pare convinta. Ho ancora i peli ritti per il terrore. Ho ancora i peli, a ben vedere. Largo qualche centinaio di metri, e lungo molti chilometri. Ci trovi, ovviamente, tutto e tutti: Ai lati del Ponte de la Trinidad ci sono due enormi spazi sterrati, di un colore ocra che al sole del tramonto mette quasi malinconia; dall'alto, dal ponte, si vedono.

Non pensano a nulla se non a giocare, ai lati dei campi ci sono madri e padri molto rilassati. Uno dei gruppi si sta esercitando a tirare i rigori, spesso il pallone fa fatica ad arrivare alla porta. Mi vengono in mente i campi di baseball che stanno sotto il Queensboro Bridge a New York, quelli che forse sognano di diventare Derek Jeter o Barry Bonds, questi che sperano di scendere al Mestalla magari solo per fare i raccattapalle di Morientes e Vicente.

Nel frattempo si divertono, e noi che guardiamo ci riconciliamo per cinque minuti con quella cosa che chiamano calcio. Se ci fosse da pagare un biglietto, lo farei volentieri. Come se mancasse qualcosa Magari capita solo a me, non lo so. Ikea, Lidl, Valentino, Shell, Unicredit. Mi guardo intorno sperando - e neanche tanto inconsciamente - di trovare qualche conferma agli stereotipi, ed è come se mi rallegrassi nel vedere una vecchia Skoda quella con il cofano che si apriva di lato , o tre muri sbrecciati.

Sarà la globalizzazione, chissà. Ssshhh Succede che la lista di alberghi di Bratislava disponibili su Expedia o Hotels. E mi ritrovo in un albergo che si raggiunge percorrendo una strada che più si avanza e più si restringe, immerso in un bosco fitto e scuro e fresco. Dalla finestra della camera vedo solo alberi. Esco nel parcheggio, per aspettare il taxi che mi porta in centro, e. La strada selciata che lo costeggia ti porta quasi dentro le case dei fortunati che abitano questa zona: Entro nel castello, e, davvero, è propro tutto bello, se non fosse che sulle mura che danno verso il fiume.

E insomma, tanto per fare un po' di filosofia autostradale, le frontiere sono davvero il segno tangibile che siamo capaci di cambiare il mondo. Come, ecco, quello è un altro discorso. Suoni Aspetto due persone per il classico pranzo di lavoro. Guardo fuori dalla finestra, a sinistra in cima alla collina il Ljubljanski Grad, il castello. A destra una selva di tetti e antenne tra le quali spiccano delle piccole cupole. Si sentono distintamente le prove di un gruppo di violini e violoncelli: Aspetto di vedere Francesco Giuseppe da un momento all'altro. Leggere Bob Rock in sloveno è piuttosto straniante, e infatti faccio un cenno di diniego al titolare della bancarella che credo mi chiede se voglio comprare qualcosa: Raccolta differenziata Da queste parti ci dev'essere qualcosa che non funziona con il servizio di raccolta della spazzatura, visto che lungo tutta Gornij Trg e la prima parte della strada che si inerpica sulla collina del castello si vedono, appoggiati ai muri, materassi, mobiletti, sedie e ogni sorta di cianfrusaglie e carabattole che hanno di sicuro tutte visto tempi migliori.

O forse c'è un mercato di piccolo antiquariato, non so: Come in un film Ancora a proposito di suoni. Sento ancora i suoni degli archi, sembrano provenire non da una stanza in particolare ma dalla casa intera - il che, nel buio serale, fa sembrare il tutto come una scena presa di peso da un film di Dario Argento. Come se Mentre mi avvicino a Ljubljana guardo le nuvole veloci e bassissime, la pioggia battente, le colline, le case in legno.

Non so perché, mi viene in mente un pomeriggio dell'agosto nelle Highlands scozzesi, il tempo era lo stesso e mi pare che si assomigli proprio tutto; poi butto ancora l'occhio oltre il guard-rail, e mi sembra di rivedere alcuni tratti della foresta dei Vosgi, o della Foresta Nera. E' il brutto del passare senza fermarsi, senza capire un po' meglio dove sei; ma in fondo è già tanto essere dove si è, e bisogna pur accontentarsi.

Dall'altra parte del mondo Andiamo a pranzo in un piccolo ristorante sul lungofiume. Parliamo un po' di lavoro, poi - senza dircelo -. Riko mi dice che è nato perché suo padre nel '53 ricevette una lettera dall'esercito che lo avvisava della possibilità di essere richiamato in vista di una guerra con l'Italia - e insomma i suoi si presero paura e decisero di avere un figlio prima che fosse troppo tardi. Daniel è nato e cresciuto a Buenos Aires, e aveva un'azienda florida andata in rovina in una delle catastrofiche crisi economiche argentine: Mi raccontano dell'incomunicabilità fra sloveni e croati, tra croati e serbi, di confini e passaporti: Mi rallegra l'idea di sapere di doverci tornare almeno due volte prima dell'estate.

Vado a mangiare ehm al Premier Pub. Incontro sei coppie e un terzetto: Ovatta Finisco la riunione, e decido di fare un salto in centro a cercare il magnete da frigorifero che non ho trovato a novembre. Mi fermo a guardare la gente che attraversa questa piazza che mi pare si chiami della Vergine Maria, e se non dovessi tornare a casa starei qui ancora e ancora, una pivo in mano, ad ascoltare il suo quieto silenzio.

Regole [Dialogo tra una guida delle Grotte di Postumia e un visitatore indisciplinato che si ostina a fotografare in barba ad ogni divieto] Where do you come from, sir? She comes from Spain, I come from Argentina. I see, that's why you are taking hundreds of pictures even if it is forbidden. Per loro no. Prezzi E' la terza volta in sei mesi che vengo in Slovenia, e mi sono fatto persuaso che da queste parti il sole lo vedono - forse - solo nei cataloghi delle agenzie di viaggio. Arrivo a Portoroz passando per Koper, la Capodistria che ho sentito nominare mille volte fin da quando, agli. I soliti sospetti Nell'albergo dove passiamo questi due giorni, oltre al nostro seminario si tiene anche un incontro di Eurojustice, dall'inquietante titolo di "Strategic meeting on trafficking of human beings and witness protection".

I miei clienti sloveni ieri sera sono stati approcciati da due energumeni bulgari, due armadi ambulanti dall'a-. Secondo Riko e Daniel i due bulgari sono qui per tenere una presentazione sulle tecniche di evasione e di latitanza. Scendiamo a Portoroz, sfidando la sorte e una serie di temporali, fino a trovare un Ristorante-Pizzeria che ci fa accomodare premettendo che possiamo avere tutto tranne la pizza. Offro le spalle al musico assoldato per allietare - si fa per dire - i clienti: Mentre ordiniamo una costoletta di maiale, il musico attacca Celentano, poi un brano che cancello dalla memoria, e Wonderful Tonight di Clapton.

I pensionati tedeschi si alzano e salutano. Dopo un midi di Patty Pra-. Rimaniamo noi, l'italiano e il norvegese, a finirci la nostra birra mentre il musico fa andare Masini e Toto Cutugno. Chiediamo il conto. Sono tutti in moto, il ragazzo che guida e la ragazza che gli cinge la vita; occupano le tre corsie di questo enorme vialone, le auto gli passano in mezzo e suonano il clacson per salutare.

Sembra un film di Fellini. Notti magiche reprise Credo che il taxista abbia capito che sono italiano. Sono troppo stanco per implorarlo di tornare al folclore rumeno che allietava la vettura - che casino che è scoppiato quaggiù. Men at work Bisogna avere le coronarie forti per sopravvivere al traffico di questa città. Ci sono milioni di vetture in giro; la gran parte sono Dacia o - non chiedetemi di spiegare il modello, sembra una vecchia Renault 12 presa a martellate da un ubriaco - che sfrecciano a velocità spaventose passando da grandi viali a viuzze strettissime senza minimamente cambiare né velocità né stile di guida.

Almeno metà dei. Avete presente la faccia di un minatore? Ecco, Bucarest ha quella faccia. Dead man walking Come al solito, camminare permette di vedere meglio, quasi di toccare con mano il posto in cui ci si trova. Si sentono gli odori e i suoni, si resta spalla a spalla con le persone mentre si attende il semaforo verde. Si guardano le case. Ecco, le case di Bucarest. Cercavo di capire che cosa non mi tornava di tutto quanto avevo sotto gli occhi. Poi ho capito che che mi aspettavo di vedere la grandezza del comunismo, una manifestazione di forza, di potenza, persino di cattiveria.

Invece, gran parte delle case di questo posto fanno letteralmente fatica a stare in piedi, costruite con un cemento armato di bassissima lega. Sono storte, scrosta-. Mi chiedo come fosse Bucarest ai tempi di Ceausescu, ma non riesco a immaginarla. La cancellazione dei ricordi Sempre a proposito di comunismo. O almeno, io non ne trovo traccia. Per dire, a Berlino si trova ancora il monumento ai carristi sovietici. Qui no. Nemmeno nel centro. Ma nulla che parli del passato. Cani Ho visto mendicanti, come dappertutto: In centro, ho anche visto un paio di cani randagi.

Immagino che la cosa abbia un significato, ma ci sono già 35 gradi, e non me la sento di sforzare i neuroni. As seen on tv Non dico nulla di nuovo, naturalmente: Per intenderci: Se ne parla e scrive certamente più del Botswana o delle Antille Olandesi. Qualche mese fa, per diversi giorni i moti di piazza di Budapest - originati dalle intercettazioni che avevano rivelato la doppiezza del primo ministro - tennero banco su tutti i nostri mass media. Eppure arrivando qui mi sono reso conto che mi aspettavo i gitani e i loro violini, i pallanotisti, le ragazze dei gonzo e la principessa Sissi.

Buonasera Entro in un negozio di souvenir, perché devo comprare il mio magnete da frigorifero. Sono vestito in modo assolutamente anonimo. La ragazza mi viene in-. Le rispondo: Poi penso che questa scena la dovremmo girare una seconda volta, aspetto che la ragazza si volti per un attimo ed esco. Ormoni A uso e beneficio dei lettori e non delle lettrici: Budapest sarà pure la capitale mondiale del porno, ma la quantità di belle ragazze è - direi - in media rispetto a quella riscontrabile in ogni grande capitale europea. Fanno tutto loro3, a voi basta pagare. Questa sera guardavo un manifesto di T-Mobile, cercando di intuire quale magnifica offerta venisse proposta agli abitanti di Buda e di Pest: Scarpe Cammino sulla sponda sinistra del Danubio, proprio sotto il sontuoso palazzo del Parlamento, guardando verso la collina di Budovar.

Mi fermo a guardare, e realizzo che di scarpe come quelle, su quel tratto di riva, ce ne sono molte altre decine: Scarpe da donna, da uomo, da bambino. Stivali, calzature da lavoro, ballerine. Alcune hanno le suole staccate dalla tomaia, altre sembrano comprate da pochi giorni, la maggior parte hanno conosciuto certamente tempi migliori. Tre targhe, in inglese, magiaro ed ebraico, ricordano gli ebrei che vennero fucilati e gettati nel fiume dai miliziani filonazisti tra il e il Mi tornano in mente Dachau e Mauthausen, le foto delle migliaia di scarpe che i deportati lasciavano in cambio degli zoccoli di legno che li avrebbero accompagnati fino alla morte.

Guardo un paio di scarponi sfondati. Probabilmente hanno iniziato a lavorare qui prima che la maggior parte delle opere oggi presenti venissero esposte; bisognerebbe pagare il biglietto solo per vederle, ma qui si entra a gratis - la cultura regalata al popolo. Nella vita capita anche che uno sopravviva. Troppo, dite voi? Adesso, dalle finestre dell'albergo, guardo il più classico dei cieli inglesi, con gli sprazzi d'azzurro intervallati da nuvole che corrono senza una logica. La gente torna a casa, l'erba splende verde, le aiuole danno quasi fastidio con le loro geometrie perfette, i mattoni delle case sono rossi come dovrebbero essere.

Come fai a spiegare che non ti fanno un piacere, portandoti a cena in un ristorante italiano? Heroes just for one day? Devo essere rimasto indietro di un paio di decenni, almeno. Pensavo, infatti, che il culto della personalità fosse un tratto distintivo del comunismo reale; invece, basta fermarsi davanti alle vetrine delle librerie per rimanere esterrefatti di fronte alla clamorosa quantità di autobiografie di personaggi che, francamente, non sembrano avere quel che si dice le phisique du role.

La più imbarazzante mi sembra quella di Wayne Rooney; il quale, per chi con ogni diritto non lo sapesse, è il centravanti del Manchester United. E ha vent'anni. Venti, esatto. Il che, con ogni evidenza, non è vero. Ci sono gli inglesi, quelli dello Yorkshire, con le loro facce larghe, le guance che tendono velocemente al rosso, le prime pagine dedicate al Leeds United penultimo in classifica in serie B - altro che i miliardari che giocano a Stamford Bridge. Ci sono i boschi, tutt'intorno, le casette linde, la stazione ferroviaria ha due platform e non duecento. Secondo me, Elisabetta vorrebbe vivere qui. Ogni regola vuole la sua eccezione, dicono. Sono quattro gallerie coperte, dedicate allo shopping: Ho fatto una passeggiata nella County Arcade senza avere la minima intenzione di.

Poi ho pensato a Via Montenapoleone, e al fatto che mi basta avvicinarmici per essere colpito da una forma virulenta di consumerismo. Capelli lunghi, piumino arancione. Quando vede Elena Santarelli seduta a due metri di distanza io sto a due metri e mezzo, ma evidentemente non sono al centro delle sue attenzioni fa una faccia che vale la giornata e la levataccia.

Le chiede una foto, e lei - non simpatica ma estremamente professionale - chiude la rivista, si alza e si mette in posa. Due minuti dopo torna alla carica, e le chiede un autografo, e poi un altro, giustificando il di-. Il ragazzo ha toccato la stella, e tanto gli basta, non sta a domandarsi perché una piccola celebrità nostrana si imbarchi su un low-cost alla volta di Manchester si sarà messa insieme ad un calciatore e stasera va a vedere la partita del Man U contro il Watford? O forse non gli basta, no: Misto Mi annunciano con orgoglio che questa sera andremo al ristorante francese.

Ah, ecco. E siamo pronti per la cena francese, che si risolve in agnello scozzese, birra inglese, vino bianco italiano, vino rosso spagnolo e dolce home-made. La globalizzazione ha i suoi vantaggi, bisogna ammetterlo. Quella gelida manina Io non credevo che fosse ancora possibile, eppure questa sera, mentre eravamo seduti al nostro tavolo del pub venivamo fissati da una signora sulla cinquantina, che ogni tanto ci sorrideva mentre sfogliava le pagine di un quotidiano. Al mercato Lo shopping district di Leeds si concentra nelle Arcades, gallerie coperte nella zona pedonale nelle quali si trovano i negozi di lusso, le vetrine particolari, gli abiti da centinaia di sterline.

Usciamo, e sfiliamo davanti alle vetrate di un new Italian bar and restaurant: Luoghi comuni La forza dei luoghi comuni è quasi invincibile: Si atterra in aperta campagna, la stessa che si attraversa - lungo stradine dove due macchine devono rallentare e prendere la mira per non rischiare un frontale rovi-. Julie è appena tornata dall'Australia e su due settimane ha avuto pioggia per quasi una, e Sarah dice che quest'anno hanno avuto giusto un paio di giorni di neve.

La scalinata Quando scendiamo dalla macchina, il termometro segna 0. Ci incamminiamo verso il ristorante, quando sentiamo le risate di un gruppo di ragazze dall'altra parte della strada. Sono sei o sette, tutte vestite leggerissime, minigonne, tacchi a spillo, magliette scollate: Dopo un paio di flash scendono gli scalini e sciamano in gruppo lungo il marciapiede, senza soffrire - almeno apparentemente - il freddo della sera, con il passo da guardie della regina e il seno aggressivo da ventenni decise a divertirsi. Noi ci infiliamo in un portone, loro proseguono - e non è difficile immaginare chi avrà "more fun" questa sera.

Luoghi comuni reprise Sarà che alla fine i luoghi comuni sono tali perché fondati su una base di verità, o che la natura è ben più saggia di noi: Come la neve Aeroporto, un ufficio da qualche centinaio di persone, un ristorante, un albergo, una stazione ferroviaria, un treno. Provo a fare il conto delle persone di colore. Ye Olde Starre Inne Naturalmente so bene che il posto dove mi siedo a mangiare e soprattutto bere e più ancora: Alla moda E' bello fare i turisti, per una sera. Mi manca la pashmina di Antonio Caprarica, poi è come essere al tg. Confronti Quando si dice il provincialismo. Guardarsi intorno tra Buckingham Palace e St.

Raindrops Piove sui giusti e sugli ingiusti, piove sui turisti, piove su quelli che hanno i piedi gonfi dopo una giornata di fiera, piove sul senzatetto che si accuccia all'entrata di McDonald's, piove sugli sbandati che ti aspettano all'uscita della metropolitana per chiederti una moneta, piove sui cellulari scarichi dopo cento telefonate, piove sulle carte delle barre di cereali, piove sul Daily Mirror che esce da un cestino, piove su quelli che pensano a chi sta a casa, piove su quelli che ringraziano Dio per essere a mille chilometri dal proprio tinello, piove su quelli che si chiedono quanto ha fatto l'Inter, piove su quelli che chiedono una pinta di London Pride.

Anime Le fiere sono un non-luogo dell'anima. Ma poi capita che giri l'angolo, e trovi qualcuno che dovrebbe essere un tuo cliente, od un tuo fornitore, che dovrebbe recitare la sua parte, e invece sorride, ti viene incontro, ti stringe la mano, magari ti abbraccia, e non ti parla di lavoro, e capisci che, anche se ben nascosta, c'è un'anima anche in questi padiglioni. Di ritorno da un lontano passato Da quanto tempo non ci vedevamo? Dieci anni? Finiamo come finiscono tutti, scambiandoci i biglietti da visita e ripromettendoci di telefonare o scrivere agli altri per trovarci davanti ad una birra, tenendoci il piacere di esserci visti e riconosciuti, e sapendo che ci rivedremo, forse, tra altri dieci anni, a Francoforte o Stoccolma o Padova, e ci riscambieremo i biglietti da visita.

Vola tricolore D'improvviso, il display mostra un'ora di ritardo. Pare che Alitalia, a sedici ore dal termine dello sciopero degli assistenti di volo, faccia ancora fatica a mettere insieme gli equipaggi. Poi si atterra, e come ogni volta mi viene la malinconia del bel gioco che dura troppo poco. Via dalla pazza folla Ci hanno provato anche questa volta, a incastrarmi. Senza nemmeno dirmelo. Un messaggio: Va bene, vengo, andremo in qualche pub a berci una birra. Un party. Vedo gente, non faccio cose, prendo freddo davanti all'Abbazia di Westminster, spendo venti sterline da HMV, mangio al Silver Crown leggendomi l'Evening. Una McEwan's, magari, ma nient'altro.

Life on the street Memo: Questo di Earl's Court Road ha la postazione libera esattamente sulla porta di ingresso del locale un fast food. Fuori cade qualche fiocco di neve, ci sono tre gradi sotto zero, ogni dieci secondi arriva una folata gelida da broncopolmonite fulminante. Considerato che fin da bambino mi ritrovo con i polmoni maculati come la pelliccia di un leopardo, magari potrei scrivere tutto su carta e poi ridigitare da bravo blogger in un luogo meno malsano. Aria di casa mia Good evening.

Good evening, sir. Do you have a reservation? Yes, sure. Okay, let me see Yes, it's Sardo, vero? E lei, da dove viene? Chioggia, eh? In fila per tre Si sa che gli inglesi che per noi vuol dire i londinesi, avete mai sentito qualcuno parlare degli inglesi riferendosi, non so, agli abitanti di Bristol? Si è bloccata la metro. Alle sette di sera. Hanno chiuso la stazione di Oxford Circus. Ci sono migliaia di persone ferme in strada, e aspettano. Tutti quanti, in fila, lasciando lo spazio per coloro che devono fendere la folla dirigendosi a piedi da qualche altra parte.

Nessuno che impreca. Qualcuno legge il giornale, molti telefona-. Wrong way La prossima volta, controllare il biglietto dell'aereo e ricordarsi che a Milano ci sono due DUE aeroporti. Una salsiccia nel buio I treni della metro di Londra sono fantastici. Almeno questi della Piccadilly Line, quella che parte da Heathrow e se ne va - appunto - a Piccadilly Circus, e poi ad Arsenal.

E, come le auto, vanno sulla sinistra tutti i treni lo fanno, vero? I love this train. Il treno si muove ancora, passa su un ponte, ti mostra un campo da golf, supera un'autostrada, in lontananza si vede il grattacielo della Smithkline. Come un gentleman Ieri ho passato la serata in un sailors' club. Proprio in riva al Tamigi, in corrispondenza del London Bridge. Un vero club inglese, come quelli dei film ambientati nella Londra dell'Ottocento, con le poltrone di pelle verde, la campana per il servizio al banco, i ritratti degli.

Mi mancava il blazer blu con i bottoni dorati, in effetti. Quiete Ho sempre pensato che le grandi città non sono altro che il minimo comune denominatore di tanti piccoli paesi accatastati l'uno vicino all'altro. Londra è una somma di paesi e città, come il Royal Borough of Kensington and Chelsea, nel quale ho l'onore di risiedere per un paio di giorni. Questa zona che comprende Earl's Court, High Kensington Street e Edwardes Square è un posto benedetto dal Signore, pieno di alberi fioriti, silenzioso - ci sono pezzi di strada presi di peso dall'Alto Adige.

Il mio cicerone mi guida con fare sicuro, mi porta a vedere la casa dove ha vissuto Foscolo, mi fa avvertire il suo attaccamento per questa città anche quan-. Sinceramente, non mi dispiace per nulla non camminare per Oxford Street, questa sera. Real Estate Ci fermiamo davanti alla vetrina di un'agenzia immobiliare a guardare i prezzi delle case, e non possiamo evitare di pensare a quanti secoli dovremmo lavorare per permetterci una di queste case - un bilocale viene via a sole Piccole gioie della vita Entrare in un pub nel bel mezzo di un quartiere costruito da un pazzo che nel era convinto che Napoleone avrebbe conquistato l'Inghilterra entro poche settimane, bere un paio di pinte, mangiare le traditional pork sausages with onions.

Sky is the limit Devo ripeterlo, che amo questo paese? Il canale di Sky dedicato agli esercizi pubblici riporta come icona una pinta di birra. I turisti, e noi. Noi che magari, per un caso, non vestiamo la divisa lavorativa completo-cravatta- scarpedicuoio: Noi che il primo maggio lasciamo la famiglia a casa e ce ne andiamo in ufficio: Poi, certo, i neofiti si riconoscono: Ci invitano in questo ristorante molto british, legno, poltrone in pelle, moquette.

Molto old-style, non ci sono i maggiordomi stile Jeeves ma ti aspetti che en-. Lucertole Da due giorni non si vede una nuvola. Un cielo azzurro come lo puoi trovare sulle Dolomiti. Il sole caldo, che non scotta grazie al venticello costante. Questa sera nessuno ha voglia di cene di lavoro, di party aziendali, di Champions League: Palla lunga e pedalare Dicono che i calciatori inglesi non sono tecnicamente più scarsi degli italiani o degli spagnoli: E mai una volta che mi sia capitato di vedere qualcuno tenere concione: Certo, lo spazio non manca.

Non piove, ma tira vento e fa quasi fresco: Ma sembra che si divertano tutti: Oxford Street, 6: Musica, maestro Mi fermo a guardare le due porte di questo palazzo, separate tra loro da non più di quattro o cinque metri. Entrambe le targhe portano le insegne della London Heritage - e tu pensa gli accostamenti che fa la vita. Lascio il libro al suo posto, in borsa, e mi fermo a guardare questo pezzo di Inghilterra, case vittoriane che si alternano a insediamenti popolari, un cimitero senza statue di angeli e di santi, una ragazza che sgancia il guinzaglio del cane.

Se a causa di un cambiamento di rotta non avessi mancato la Battersea Power Station - quella della copertina di Animals - sarebbe stato tutto esattamente come al solito, la ragazza giapponese che non capisce le istruzioni per comprare il three-days-ticket e le decine di giornali abbandonati nel vagone della metropolitana. Mi viene la tentazione di fermare qualcuno a caso e dirgli "io lo so, come va a finire". Anita Molti anni fa avevo una collega, una ragazza che faceva il mio stesso lavoro nella sede di Londra; Anita, indiana, di una bellezza rara come solo le donne di quei paesi possono avere.

Ci vedevamo due o tre volte all'anno, in occasione dei nostri meeting europei a Eindho-. Dopo qualche tempo, Anita diede le dimissioni. I suoi colleghi ci fecero vedere le foto scattate in quella settimana di festa, che lei gli aveva portato andando a trovarli dopo qualche settimana dal suo ritorno: Non so che fine abbia fatto Anita, sono riuscito a mantenere i contatti - anche se sporadici - con diversi miei colleghi di quella vita professionale, Joost, Ernie, Gerda e Anne in Olanda, Maria a Madrid, Anna a Stoccolma: Mi è tornata in mente perché per due giorni consecutivi ho incontrato - una volta sull'aereo e una volta in fiera - due ragazze, chiaramente indiane, che portano il suo stesso cognome.

E tutte e due le volte ho avuto la tentazione di fermarle e chiedere loro se erano parenti di Anita. Poi ho lasciato perdere, mi sono vergognato, non me la sono sentita di imbarcarmi in una spiegazio-. Nani e ballerine In fiera c'è un solo imperativo: Diecimila persone concentrate in qualche migliaio di metri quadri, e bisogna incontrarne il maggior numero possibile.

Per farlo, si ricorre a qualsiasi mezzo: Si ricorre al sesso, senza troppi problemi: Tutto questo fa parte del baraccone che si sposta da Londra a Chicago, da Lille a Wiesbaden, da Norimberga a Parigi, e ormai ci siamo abituati. Ieri, mentre aspet-. Una macchia alta un metro, forse un metro e dieci. Viola, dicevo: Eppure, alle nove di domenica mattina, il termometro segna undici gradi. Donna Summer Per adeguarsi tanto alle condizioni climatiche, quanto alla data del calendario, il look più diffuso consiste in felpa lappone e ciabatte infradito.

Insomma, le ascelle perdono qualunque attrito, e i piedi si trasformano in simpatici parallelepipedi di ghiaccio. Sembra che il tutto sia trés trendy. Il nulla ben organizzato Per meri motivi familiari, a me piacerebbe passare questi due giorni in terra friulana; cosa, peraltro, già capitata in passato. Ma la differenza tra il nulla ben organizzato di Bibione e quello di Lignano è di natura puramente politicoamministrativa. Per il resto, entrambi i luoghi si compongono di una gran striscia di sabbia di qualità appena decente, ed una gran striscia di asfalto lungo la quale si alternano gelaterie, souvenirifici e negozi di abbigliamento.

Pare che questi posti vengano definiti "località turistiche". Dev'essere quella cosa liquida di colore indefinito che sputa meduse. Money Intendiamoci: Con i miei jeans, il mio giubbotto comprato da Decathlon, la mia macchina coreana. Non ho nulla di cui vergognarmi. Eppure, provo una sensazione strana, come una specie di immotivato disagio, nel camminare tenendo sulla sinistra yacht grossi come un palazzo e sulla destra la più clamorosa concentrazione di ultrasessantacinquenni visonate che si possa immaginare. Come hai detto che ti chiami? C'è qualcosa di straniante nel leggere le insegne dei negozi e degli alberghi e delle pensioni qui in Riviera.

Bagno Emilio. E' come trovarsi in un guazzabuglio warholiano di dagherrotipi e jpeg, di borghesi d'antan con il costume intero a righe bianche e rosse, bocconiani palestrati e milanesi che leggono solo Eggers senza conoscere Pirandello, tutti all'interno della stessa cornice, uno a fianco all'altro, senza sapere cosa dirsi, senza avere nulla da dirsi.

La polvere sotto il tappeto In Riviera dovresti stare solo ed unicamente in spiaggia, o sul lungomare. Ma capita che sali su un treno, e invece di metterti a leggere un libro butti l'occhio fuori dal finestrino. Devi aspettare qualche ora; poi, anche se con qualche fatica, l'appetito torna. Ci puoi scommettere A Milano abito a cinque minuti di macchina dall'ippodromo. Non ci ho mai messo piede. No, infatti. Fratelli per un anno Il 25 ottobre del , ultima notte della mia permanenza a Merano nelle accoglienti stanze del Terzo Gruppo Squadroni Savoia Cavalleria, ho sganciato il lucchetto che chiudeva il mio armadietto, ormai svuotato di ogni scarso avere.

La parentesi in grigioverde si era chiusa, non senza le dovute nostalgie. Una decina di metri della passeggiata sul Passirio sono disseminati di centinaia di lucchetti, e di targhe che riportano i nomi dei ragazzi. Al piede di una di queste si trova una scritta: Non è vero - e lo sapevano anche loro quando hanno commissionato la targa - ma è bello, è tanto bello crederlo. Sprechen Sie Deutsch? Merano-Meran è largamente rimasta - e questo è certamente parte del suo fascino - ai tempi dell'impero austroungarico. Il Kursaal, il Sissiweg, l'architettura. Mangiare i ricordi L'ultima volta che venni qui a mangiare era il , o forse il Non posso dire se i maccheroni alla pastora o lo speck hanno lo stesso sapore di dodici, o quindici anni fa.

Bad Verdins sono in ampia compagnia: I ricordi hanno un buon sapore. Per i campi Io ho questa teoria, che una città si giudica più per le sue periferie che non per il centro storico. Qui, invece, si passa per campi verdi e greggi, ed anche dove si vedono i muri sbrecciati, gli sfasciacarrozze, le buche nell'asfalto e si intuisce una sorta di povertà diffusa, si ha l'idea di stare in un posto dove comunque vale la pena vivere.

Poi, in serata, ho visto il manifesto che annuncia il comizio finale della campagna elettorale di Armando Cossutta, che viene accompagnato da un'orchestra di balalaike o qualcosa di simile, e allora tutto si è fatto più chiaro. Colonna sonora: Morcheeba, qualcosa da Big Calm. Cena con un genovese. Conclusione di serata con un altro genovese, un calabrese, un laziale di Gaeta, se non ricordo male , un partenopeo, un milanese.

E una romana, infine. Alberto Fortis non avrebbe mai potuto iniziare la sua carriera, al giorno d'oggi. Era da parecchio, davvero, che non rischiavo di calpestare un topo impegnato a cenare. Botteghe oscure Come fa uno cresciuto nel falso? Potrei fare qualche considerazione su Milano, ma qui a Roma non sono ancora di casa. E quindi, mi limito a prendere atto di aver rivisto7, dieci quindici? Dopo la tempesta Sono arrivato quattro ore dopo l'annunciazione del nuovo Papa. Un po' più di gente rispetto al solito, davanti alla basilica e in via della Conciliazione. Ma, se non fosse stato per quei sei-sette teleobiettivi puntati verso la famosa finestra ma perché?

Forse i romani sono - comprensibilmente - stanchi, o forse, appunto, sono romani, e metabolizzano in fretta. Accendi la luce Domanda agli indigeni: Che ogni volta che la luce dei lampioni - collegati al reparto maternità di non ricordo quale ospedale - pulsa, vuol dire che è nato un bambino? Sto invecchiando, vero? Pizza, birra e vin brulè Non ci vuole un grande intuito per capire che Trastevere, non appena il clima diventa un po' più clemente, dev'essere un inferno di turisti sandalati, gite scolastiche in tempesta ormonale e ubriachezze variamente moleste. Dopo cinquanta metri perdo il conto dei locali dediti allo spaccio di birra e fuggevolmente mi viene da pensare che, chissà perché, non mi viene da collegare Roma alla birra: Due ruote Dubito di essere un rilevatore statistico affidabile.

La pianta di limoni Per i casi della vita, in tante volte che sono stato a Roma non avevo mai messo piede in via Margutta; e per un caso della vita oggi mi hanno spostato un appuntamento da Ciampino a - appunto - via Margutta non senza avermi comunque fatto andare a Ciampino: Mi avvicino, guardando prima il piccolo balcone al primo piano, con le imposte verdi e due piccoli vasi con fiori che sembrano ciclamini, e poi le vecchie cornici in vetrina, un libro intitolato "Fregi e sfregi di Roma", una manciata di ombrelli e un casco per andare in scooter.

Mancano stranamente i rumori, in via Margutta, almeno alle tre di un pomeriggio di febbraio. Due vigili scherzano con una coppia che spinge un passeggino. Mi fermo a leggere un'iscrizione che andrebbe portata a Napoli, scritta nel x l'ultima cifra è andata persa: E poi non so perché, alzo la testa. E su un piccolo terrazzo vedo una pianta di limoni - e c'è un limone, il che non è strano, ovviamente, ma ai miei occhi. Io vi amo a voi romani Per una volta, mi spingo a parlare non dei luoghi che vedo, ma delle persone: La seconda cosa che mi viene da dire, ed è diretta conseguenza della prima, è che ogni volta provo la sensazione che se per un caso della vita mi dovessi trasferire qui - a Roma, voglio dire - subirei felicemente la stessa metamorfosi.

Non è una cosa che posso dire di altre città. La terza cosa che mi viene da dire è che un milanese dovrebbe venire a Roma almeno due-tre volte all'anno, e uscire - unico padano - con un gruppo di romani, e farsi fare nero dal loro linguaggio immaginifico, dal loro sarcasmo, dal loro cinismo millenario.

Per dire, ma questa frase non so se la capiscono nemmeno le otto persone che ho incontrato ieri sera grazie ai buoni uffici di una persona che non esito a definire amico per quanto l'espressione sia orrendamente abusata -, la cena di ieri sera è stata "curativa". Poi, chissà, ognuno ha le medicine che si merita, ma questo è un altro discorso. Scalando i colli Ieri pomeriggio ho fatto la tratta di metropolitana Flaminio-Termini fissando attonito un alpino, in divisa,.

Il panorama I sessanta chilometri che dividono Mogliano Veneto da Chioggia sono il ritratto dell'Italia. Ville magnifiche, di una pulizia delle linee e di un gusto che lasciano basiti. Da Betto, da Toni. La laguna, i canali, mucche al pascolo ai lati della Romea. Mentre scende la luce nel grigio di novembre, si vedono le luminarie dei Tir - CB Stefano - attraversare la pianura. Le gru del porto. Sessanta chilometri. Turista per caso A furia di girare l'Europa in luoghi improbabili dai nomi a volte grotteschi, finisci per dimenticare che hai ancora mille posti da vedere e dai quali farti stupire giusto a due o tre ore da casa tua.

Al telefono, Claudia mi dice "con la macchina venga sempre dritto, quando sta per finire in acqua giri a destra e arriva all'albergo", seguo le istruzioni e mi trovo a mettere le ruote a cinquanta centimetri dall'acqua della laguna. Panni Non so voi, ma io sono cresciuto credendo alla leggenda che i panni venissero stesi ai balconi solo al sud e, al nord, solo dai meridionali. Nonni Cammino guardando i pescherecci che iniziano a prepararsi per la notte.

I marinai mettono a posto le reti, scambiano quattro parole, mentre in sottofondo si sente il borbottio dei motori. Leggo i nomi che vengono dati alle barche: Obbedisco, Chimera, Mistral. E poi, i nonni. Nonna Guerina. Nonno Milio. Nonno Brando. Vogliono bene ai loro vecchi, da queste parti. Jackie Tonight Entro in una calle, della quale leggo e subito dimentico il nome.

Mi fermo davanti a una piccola porta di le-. Chiedo all'uomo che sta sulla soglia se il locale è aperto. Mi dice che quella è una casa privata, che dà da mangiare solo agli amici che vengono a trovarlo "da mezzo mondo", ma che se ho voglia e piacere mi offre un bicchiere di rosso - "hai da fare? Entro, e l'uomo, che sembra John Lennon in versione guru indiano - solo, senza occhiali - dopo due minuti mi ha piazzato in mano un bicchiere, e dopo due minuti e mezzo lo ha riempito di un rosso fresco e abbastanza leggero da scendere con facilità quasi eccessiva.

A volte non ti rendi nemmeno conto delle cose che succedono. Arriva con una padella di cozze, mentre mi racconta dei suoi nove fratelli, uno che fa il cantante e l'altro che ha perso una miniera di diamanti, la madre in un ricovero di San Giovanni Lupatoto in attesa della pensione di guerra del padre marinaio morto a quarantanove anni dopo essere stato accusato di diserzione per aver lasciato il porto di Trieste per andare a vedere uno dei dieci figli appena nati, le vincite al lotto, il figlio che lavora in fabbrica e la moglie che fa la cuoca negli alberghi, "io mi sono ritirato da tutto, sto qui e offro quello che ho a chi entra, e non me ne frega più un cazzo", ed è tutto un mix di storie vere o verosimili e di millanterie straordinarie, mentre inizio a mangiare pesce - pesce!

Parliamo per un'ora, "di dove sei? E cosa ci faccio qui? Aveva 17 anni. Eastwood, di 21 anni, e al Private S. Harris, che di anni ne aveva 19, e ad altri ragazzi e uomini venuti dalla Gran Bretagna, dalla Nuova Zelanda, dal Canada, dall'India e da Dio sa quale altro esotico paese. Molti anni dopo, un uomo si sarebbe fermato a bere un caffè al circolo ARCI di Girone, e poi si sarebbe incamminato verso quella distesa di lapidi bianche; l'uomo si sarebbe fermato a leggere il registro dei visitatori del cimitero, dove avrebbe trovato le parole di persone venute dall'altro capo del mondo To our only and dear uncle for whom war never offered the chance to.

May you rest in peace. E' la prima volta che ci vengo: Mi pare di aver già visto questo tipo di architettura, ma non saprei dire. Comunque, arriva l'ora di andare a cena, e percorro il lungo corridoio che porta alla terrazza del buffet ad ai tavoli del ristorante. Mi fermo a guardare il muro di destra, coperto di fotografie di Benito Mussolini che nel inaugura il centro termale, vestito da ufficiale di marina o qualcosa di simile, la giacca scura, i pantaloni e le scarpe e il cappello militare bianco. Sulla sinistra, altre foto ritraggono - sempre nel - Umberto di Savoia, anche lui impegnato in una qualche inaugurazione che ora, qui nel Padiglione delle Feste, non ricordo.

Collego le due cose, l'architettura e le foto; e, forza del pregiudizio, per qualche minuto tutto mi appare un po' meno bello. L'alieno Una decina di persone, in uscita serale. Facciamo quattro passi fuori dal Grand Hotel, ci chiediamo se. Pensando alla manciata di vie che costituisce il paese, escludendo Terre del Sole, ci domandiamo come diavolo sia possibile che quest'uomo non sia mai andato all'unica cosa - oltre alle terme - per la quale possa valer la pena fermarsi a Castrocaro.

Lo stupore è tale che rinunciamo alla gita, e finiamo in un bar che una volta era gestito da ungheresi e adesso cerca di sopravvivere alla crisi di un paese che viveva sulle convenzioni Inps degli alberghi - convenzioni che non esistono più, e allora fra poco forse non esisterà più nemmeno Castrocaro Terme. Una volta basta Non ero mai stato a San Marino. D'altra parte, non sono mai stato in un sacco di posti. Comunque, ho un paio di ore libere e sono a una ventina di chilometri, forse meno, prima di scapicollarmi verso Cesena e poi Imola e poi Bologna, e in fondo un viaggio all'estero non mi è mai dispiaciuto.

La prima cosa della quale mi rendo conto è che la Repubblica di San Marino è qualcosa di più del paesino accucciato in cima alla collina: La seconda cosa della quale mi rendo conto è che San Marino, inteso come paese e non come repubblica, non esiste: Una Vaduz in Romagna, per dire. La terza cosa della quale mi rendo conto è che è impossibile che qualcuno ritorni a San Marino:

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La musica sparisce, è morta, il giornalismo musicale in Italia è morto. Per come sto oggi, sento che presto me ne andrò, lascio tutto e vado in America, in una piccola .. il lettore medio, quello normale, non riuscirebbe mai a starti dietro, .. I giornalisti che stanno attorno a Sanremo beccano un casino di. hipster music,relationship problems,embarassing moments and one more fino a giungere ai Balotelli,dai Simpson agl'American Dad,segno di quanto mondo,un'anime tradotto e diffuso in un casino di paesi e milioni di teen in . OAV e gli eventi raccontanti nella linea temporale “normale” dell'anime. “Mi piace l'idea di gente normale che esce vincitrice dalla vita”, dice. . Creatore di “Family Guy” per la TV e dei film Ted, MacFarlane ha avuto una . delle scene montate accompagnate dalla musica in La truffa dei Logan. .. quattro volte, l' ultima nel in Spectre, dopo Skyfall, Quantum of Solace e Casino Royale. Serie TV Genere Animazione () con Seth MacFarlane, Rachael MacFarlane, Jeff Fischer, Ralph Garman. Produzione: TBS. Leggi la scheda completa della. What is casino dealer in cruise ship fiducia casino online canada . cassina de pecchi eventi comune di cassina music hall casinò flash de' pecchi (milano) . American dad casino normale full grand casinò di monaco francia. Titolo Originale: Elementary School Musical dei 9", "Spider-Man", i podcast " This American Life", il Premio Nobel, "Casinò", "Il Mago di Oz", "Star Wars", " Un Natale da Charlie Brown", .. Titolo Originale: Angry Dad: The Movie dei Giocattoli", "Gli Incredibili - Una Normale Famiglia di Supereroi". testi di canzoni | Visualizza altre idee su Best songs, Music is life e Music Videos. Wicca by Lumen Radio: Non trattarti come se fossi un evento normale. Sadly , my dad had to take me and did not recognize great music but I was too had a heart attack while performing live on stage at the Latin Casino, New Jersey.

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